martedì 2 aprile 2013

L'impero e la frontiera orientale



La debolezza dell’impero
Bernhard Strigel-Ritratto di Massimiliano I e la sua famiglia
Secondo la concezione medievale la sovranità del re era limitata a un territorio, mentre il potere dell’imperatore era universale. Fin dal Trecento, nel Sacro Romano Impero nessun re accettò più la superiorità dell’imperatore, il cui dominio si ridusse alla sola Germania. L’imperatore Carlo IV emanò la Bolla d’oro, un editto che affidò il compito dei eleggere l’imperatore ai sette principi tedeschi più importanti, chiamati Grandi Elettori. L’elettività dell’imperatore non garantiva la continuità dinastica come nelle monarchie, ma  nonostante ciò  dal 1437 in poi la corona imperiale rimase sempre  nelle mani degli Asburgo. Tra il 1493 e il 1519 grazie a una politica matrimoniale, Massimiliano I d’Asburgo riuscì ad estendere i propri territori occupando i Paesi Bassi e la Franca Contea.
Al fine di dare una struttura centralistica alla sovranità imperiale, 
Massimiliano cercò di organizzare una burocrazia e di imporre delle tasse per il mantenimento dell’esercito permanente. Però durante la  Dieta di Worms del 1495 si stabilì che nessuna nuova tassa poteva essere imposta senza l’approvazione della Dieta.
Alla fine del Medioevo gli Asburgo dovettero affrontare tre problemi:
-la debolezza del potere centrale, in particolare nei confronti della nobiltà;
-il carattere multinazionale dell’impero che impediva la formazione di una coscienza germanica;
-la pressione da parte degli Ottomani;


                                              L’Impero ottomano e la caduta di Costantinopoli
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Lo stemma dell'Impero ottomano
L’impero dei Turchi Ottomani (dal nome del sultano Othman) avevano conquistato gran parte dell’Asia Minore e nel XIV secolo iniziarono ad occupare i regni appartenenti al’Impero bizantino spingendosi fino in Europa. Conquistarono Gallipoli, Adrianopoli e in seguito anche la Penisola balcanica. All’inizio del XV secolo l’Europa era circondata dai Turchi e l’Impero bizantino era ridotto alla sola Costantinopoli.

Presto, però la città fu occupata dal sultano Maometto II grazie alle sue forze militari. Così, il 1453 segnò la caduta dell’Impero bizantino. Costantinopoli fu chiamata Istanbul e la chiesa di Santa Sofia fu trasformata in moschea.
Gli ottomani non si fermarono qui: raggiunsero le coste dell’Africa settentrionale, la Siria e si insediarono nella Penisola balcanica fino ai confini dell’Impero asburgico.                                                                                Nel 1521 erano già diventati una potenza mediterranea minacciosa per  gli                                           Europei e soprattutto per il mondo cristiano che temeva l’infedele.



L’espansione mongola
I Mongoli erano una popolo nomade che abitavano nell’Asia centrale. All’inizio del XI secolo  occuparono l’odierna Mongolia e nel XIII secolo iniziarono l’espansione verso la Cina. I Mongoli occuparono il Califfato di Baghdad, e penetrarono in Russia in Polonia e in Valacchia, affacciandosi su territori tedeschi. Nel 1251 fondarono il Khanato (regno) dell’Orda d’Oro che comprendeva Russia, Ucraina e Caucaso. L’impero entrò in una crisi segnata da anarchia e disordini che durò più di un secolo ma si riprese con il grande conquistatore Tamerlano. Quest’ultimo riprese l’espansione verso l’Orda d’Oro, l’Iran, la Siria e l’Anatolia.


Mosca, la Terza Roma
L'interno di una chiesa ortodossa
Inizialmente l’area russa era divisa in principati che dopo l’invasione mongola divennero dipendenti dall’Orda d’Oro. I principi di Mosca, però, avevano instaurato rapporti privilegiato con i Mongoli e in questo modo riuscirono ad arricchirsi e a rafforzarsi. Dunque, il Principato di Mosca si pose in una posizione avvantagiata rispetto agli altri principati. Dopo il crollo di Costantinopoli, la Chiesa russa divenne il punto di riferimento del cristianesimo ortodosso. Mosca divenne la “Terza Roma”:l’erede della tradizione spirituale di Costantinopoli (la Seconda Roma). Grazie a Ivan III il Grande,  il territorio di Mosca si espanse verso i territori confinanti e verso il Khanato dell’Orda d’Oro, dando inizia allo Stato russo. 
Lo zar Ivan trasformò il principato in uno Stato
 unitario, nazionale, accentrato e autocratico.
 La chiesa ortodossa divenne chiesa nazionale.

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